Pienone per Latouche a Sondrio

Il salone del Policampus in Via Tirano gremito all’inverosimile. Più di seicento a sentire il teorico della decrescita

Il giorno successivo Forum Terre Alte con gli amici della Val Maira (Cn)

(06.12.13) Sondrio – Ci si aspettava un buon afflusso di pubblico la sera del 4 per la conferenza di Serge Latouche a Sondrio organizzata da Valtellina nel Futuro. Ma l’affluenza è andata oltre le previsioni. Il pubblico ha fatto incetta delle sedie del vicino bar sistemandole nei corridoi. Molti in piedi, diversi non sono potuti entrare nella sala. C’è un grande interesse per chi, come Latouche, simboleggia una svolta radicale verso un nuovo modello di sviluppo sociale emancipato dall’unidimensionalità dell’unica prospettiva del Pil e dell’economia consumista.

Latouche_Sondrio

C’è però ancora una certa timidezza nell’abbracciare il nuovo paradigma testimoniata dalle domande rivolte a Latouche. Domande in larga misura tese a capire come controbattere ai detrattori della decrescita, a coloro che sostengono che un freno al consumismo, a quei fenomeni di obsolescenza programmata delle merci, di spreco delle risorse porterebbe la miseria, la fine di ogni forma di assistenza sociale, il ritorno alle caverne. Latouche ha ricordato come si continui a dimenticare che la sfera dell’economia è immersa in una sfera ecologica e che lo sviluppo (in termini di espansione della produzione materiale a prezzo del consumo di risorse naturali non riproducibili) è stato conseguito creando le premesse per gravi conseguenze ecologiche. Già ai tempi di Marx c’era chi teneva conto della necessità di fare i conti con l’ecosfera ma il fondatore del marxismo (che ha influenzato durevolmente l’orientamento produttivista ed economicista della sinistra) aveva letto troppo gli economisti classici. La conclusione è che c’è un’ampia fascia di persone che si sta ponendo dlele domande sul futuro, sulla bontà di un sistema che – sia a destra che a sinistra – si considera ancora l’unico possibile. Nella mentalità collettiva si sono però sedimentate nel profondo la mentalità economicista, produttivista, statalista, assistenzialista.

Una società più sobria, attenta a non scaricare sulle generazioni future le conseguenze di crisi catastrofiche dell’ecosfera, deve riavvicinare produzione e consumo, introdurre meccanismi che contengano il potere e lo spazio dei grandi apparati, delle catene lunghe di produzione di beni e servizi che comportano sprechi e difficoltà di controllo su un uso efficiente e parco delle risorse. Non è un optional bizzarro, è una necessità.

Nella mattinata del 5 dicembre presso la sede del Bim si è poi svolta una sessione straordinaria del Forum delle Terre Alte. Robi Ronza ha illustrato il nuovo blog del Forum mentre il sociologo Sergio De la pierre ha trattato il tema della rinascita delle piccole comunità esponendo il caso di Corma Imagna nelle Orobie bergamasche. Nella discussione scaturita da questa relazione si è innestata la presentazione del libro “Ritorno in Val Maira” da parte di Giorgio Alifredi, allevatore di capre a S.Damiano Macra, Cn e presidente dell’associazione Alte Terre. La presentazione del libro degli amici della Val Maira era stata organizzata dall’associazione Amamont, amici degli alpeggi e della montagna che la scorsa estate aveva organizzato tra Val Maira e Val Grana il suo evento sociale principale. La giornata si è conclusa presso il centro Oikos di Triangia (Castione Andevenno) che ha sede ex-scuola elementare di Castione Andevenno si trova nella frazione Bonetti a 300 metri dell’azienda agrididattica Lunalpina che gestisce il Centro. Al pranzo (tutto a base di prodotti “più che bio” e a km 0) era presente Serge Latouche che nella mattinata aveva visitato Sondrio guidato da Ivan Fassin.

Sotto: la montagna di Triangia con borgate ancora abitate anche in inverno vista dalla terrazza (un tempo chiamata “granaio di Sondrio”) vove sorge l’azienda Lunalpina

Triangia

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