Festival del pastoralismo in dimensione “panorobica”

Domenica 8 novembre prende avvio nell’ambito della seconda edizione del Festival del pastoralismo una serie di conversazioni sui temi di carattere storico-culturale legati all’alpeggio  considerato non quale elemento isolato, legato a una residuale economia tradizionale ma quale elemento fondante per la vita, la cultura, la realtà simbolica delle comunità alpine.
Dopo un periodo di declino questa realtà conosce un rilancio. Quello che è più interessante e confortante è il fatto che esso riguarda forse più l’aspetto cultuale e identitario che quello strettamente economico.  Se questo avviene è per via del profondo duraturo significato che per secoli e millenni l’alpeggio ha assunto.
Il significato delle conversazioni (che si terranno alla Sala della Porta Sant’Agostino a Bergamo alta) riguarda anche una ritrovata (almeno negli auspici) dimensione “panorobica”.  Con la moltiplicazione di contatti e scambi tra versanti che gli sviluppi moderni politici e infrastrutturali avevano annullato. Sull’asse dell’antica Via Priula..
Qui il programma del ciclo di conferenze che vedrà anche un altro relatore delle Orobie valtellinesi, Cirillo Ruffoni, storico gerolese.

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