Carta della Associazione “Alte Terre”

 

1. L’Associazione promuove la vita dell’uomo sul Monte in tutti i suoi aspetti economici, sociali e culturali. Si guarda alla storia secolare che ci ha preceduto per ispirarsi a forme esemplari di integrazione ecologica tra uomo e ambiente (ad esempio l’architettura, i pascoli alti, gli usi comunitari, alcuni statuti e forme di autonomia locale, etc.), ma l’Associazione nasce nel XXI secolo e dunque pensa le Alte Terre come luogo per sperimentare attività economiche ecosostenibili e forme di convivenza sociale solidali che cerchino di rispondere positivamente all’attuale crisi del modello di sviluppo urbano.

2.L’Associazione individua nel settore primario il cardine della vita dell’uomo sulle Alte Terre e conseguentemente si adopera per sostenere e promuovere le attività agro-silvo pastorali ecosostenibili, condotte da aziende agricole con sede in territorio montano. A tal fine si adopera per studiare e rimuovere gli impedimenti di vario genere che oggi ostacolano il fiorire del settore primario in montagna, nonché per favorire quelle produzioni agricole ad alto valore aggiunto (in primo luogo la pastorizia finalizzata alla caseificazione e alla produzione di carne all’erba);

3. L’Associazione considera i giovani e le loro famiglie i destinatari privilegiati delle politiche sociali destinate al Monte. Negli ultimi decenni sono  le famiglie con figli ad aver subito i maggiori costi della mancanza di politiche di sostegno all’istruzione, ai trasporti, vedendo in molti casi persino minacciata la loro stessa possibilità di permanenza  nel contado d’origine, a volte trasformandosi anch’essi in silenziosi migranti forzati. Politiche mirate potranno invertire il processo e favorire l’insediamento di “una famiglia per ogni borgata”;

4. Sul piano culturale l’Associazione propone una visione dell’ambiente alpino che tenga in conto la presenza dell’uomo e della sua attività, in contrasto con l’ambientalismo conservazionista diffuso tra quei cittadini che cercano altrove, rispetto al luogo in cui vivono, l’ambiente da salvaguardare, espropriando le persone e le comunità delle Alte  Terre del diritto naturale ad un ruolo attivo sulla propria terra, quasi fossero turisti di passaggio non graditi. La “salvaguardia della montagna” non si può  fare a danno di chi sul Monte ci vive.;

5. Sul piano politico, nell’attuale fase storica nella quale i piccoli Comuni montani e in particolare le Comunità Montane rischiano la chiusura con la scusa della crisi economica, l’Associazione promuove e difende forme innovative di autogestione locale, guardando con favore a semplificazioni amministrative come le prospettate Unione dei Comuni, purché ciò non si traduca in espropriazione del potere municipale delle Alte Terre.

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